QUARTIERE MUSEO SAN PAOLO

DOMENICA 24 OTTOBRE IN VIA SAVERIO ALTAMURA SI INAUGURA UFFICIALMENTE LA GALLERIA D'ARTE A CIELO APERTO DI BARI

venerdì 22 Ottobre 2021

Buona parte dei processi medi di urbanizzazione contemporanea li si potrebbero tradurre con le seguenti semplici parole: colata di cemento. Più è grande il quartiere da mettere in piedi, più è estesa la distesa di grigiore. Oltretutto, per un quartiere di periferia è fin troppo facile diventare il quartiere da nascondere, l’argomento da non toccare o il tasto dolente da non pigiare, una sorta di fanciullo dalle amministrazioni messo al mondo e dalle stesse poi abbandonato come un tempo si soleva fare con l’illegittima prole.

“Il mondo è un corpo coperto di lividi” scrisse Samuel dei Subsonica, forse proprio riferendosi ad esse, alle colate di cemento, quelle dei quartieri più periferici magari, dove un troppo labile senso di appartenenza ed una troppo radicata disillusione nel futuro, serve facile il gioco del prendersela con quei “Santi burocrati” della medesima canzone, soprattutto in quelle ciniche circostanze in cui la vita non può che identificarsi in una squallida “discarca di sogni, come in un film dove tutto è deciso, sotto di un cielo di un grigio infinito”.

Un santo burocrate, Bari per fortuna ce l’ha, molto più di un burocrate, un uomo differente da quelli a cui allude la canzone, un uomo che dove può e dove serve, ci prova sempre ad iniettare un po’ di bellezza per la città.

Quando uno dei curatori del progetto, QM San Paolo, Stefano Antonelli, ha chiesto al Sindaco Decaro dove secondo lui l’utopia di un Quartiere Museo a Bari potesse trasformarsi in tangibile realtà, egli non ha avuto remore nel rispondere “al quartiere San Paolo” e così è stato infatti, dato che nell’ultimo periodo Via Saverio Altamura s’è trasformata nel cuore pulsante di questo splendido progetto, che segue le orme di quello del quaritere romano Tor Marancia, presentato nel 2015 alla Biennale di Venezia, ed è lì che dalla mattina di domenica 24 Ottobre, si terrà la festa conclusiva del progetto artistico realizzato dalla fondazione Mecenate 90 a cura di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani.

Un progetto, che finanziato dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari, ha coinvolto artisti del panorama locale, nazionale e internazionale, i quali si sono dilettati nell’esecuzione di dieci opere murali, imponenti, eleganti, ispirate alla pura estetica, ma anche a temi profondi; arte contemporanea che prende forma non più su tela, ma sulle facciate di edifici sino ad allora anonime, edifici che Arca Puglia Centrale, proprietaria degli stessi, ha donato con piacere all’estro di questi poeti della strada, capaci di tradurre in oniriche visioni tonnellate di vernice.

Descriverli a parole, non ha senso, non renderebbe l’idea, l’arte non può essere spiegata, va solo sentita, dovete andare a vederli insomma, in ogni murales c’è un pezzetto dell’anima di chi lo ha concepito, di chi sfidando le ristrette vedute, le vertigini e la gravità ne ha dato i natali. Potrei parlarvi di “Samuela” di Davide Casavola, alias Davide_DPA; della “natura morta” di James Reka, street artist che nato nella terra dei canguri ora è di casa a Berlino, città madre dell’arte su muro, il Muro; dell’omaggio di Chekosart a Maria Colangiuli, vittima innocente di mafia nel 2000; della psichedelia delle onde di gocce che la roccia infrange di Aweart; dell'imponente frattura geometrica e tonale dell’opera di Nicolò Loprieno detto Skolp, o del maestoso volto dell'amato Vescovo di Myra, tanto caro ai cittadini baresi, un ritratto del santo patrono firmato Ozmo, medesimo autore del trittico apparso ne 2013 poco fuori il sottovia Quintino Sella.

Nella giornata di domenica 24 quindi, il Quartiere Museo si apre ufficialmente al mondo e grazie ad un ampio coinvolgimento delle principali realtà associative ed educative del quartiere San Paolo, tra cui

I.C. Don Milani,

I.C. Grimaldi Lombardi,

I.I.S.S. Majorana,

La Paranza,

scuola di ciclismo Franco Ballerini, organizzatore della biciclettata inaugurativa,

Aps Cellule Creative,

Un Clown per amico, con i suoi spettacoli di giocoleria,

fondazione Giovanni Paolo II onlus,

Retake Bari,

Generazione San Paolo, che attueranno azioni di attivismo civico,

Rete Civica Urbana San Paolo - Stanic - Villaggio del Lavoratore,

delegazione FAI Bari

I bambini di Truffaut,

la giornata sarà scandita da una serie di attività gratuite e aperte a tutti.

La festa inaugurativa del QM San Paolo è stata dunque organizzata in due sessioni:

in mattinata, alla presenza del presidente del Municipio III Nicola Schingaro e dell’assessora alle Culture Ines Pierucci, eventi rivolti prevalentemente al pubblico di famiglie, docenti e genitori delle scuole, ragazzi e bambini tra i quali una biciclettata tra le opere d’arte a cura della scuola di ciclismo Franco Ballerini, con l’introduzione alle opere affidata agli esperti di Mecenate 90.

A seguire sono previste l’inaugurazione della mostra dei disegni realizzati dai bambini della scuola Don Milani nell’ambito dei laboratori curati da Mecenate 90 e ospitati presso la sede dell’associazione La Paranza, e l’esibizione degli studenti della scuola media Lombardi impegnati in una performance rap.

Nel corso della mattinata, inoltre, sull’area verde di pertinenza degli edifici ARCA interessati dal progetto, i volontari di Retake Bari e Generazione San Paolo svolgeranno un’azione di attivismo civico, ripulendo l’area e il muro dell’edificio che ospita uno dei murales, mentre i giocolieri di Un Clown per amico proporranno una performance circense per strada.

Intorno alle 12.30 si terrà il concerto della street band La Bandita con un piccolo rinfresco finale.

A partire dalle ore 16.30, invece, alla presenza del sindaco Antonio Decaro, dell’assessore regionale alla Cultura Massimo Bray e del presidente di Mecenate 90 Ledo Prato, i curatori di Mecenate 90, in collaborazione con il FAI Bari, illustreranno le opere degli artisti che coinvolti nel progetto, mentre il noto artista francese C215 lavorerà sulla sua opera in modalità live painting.

Il programma, nato con l’intento di riqualificare l’area urbana non solo da un punto di vista estetico, ma di servirsi dell’estetica per smuovere sentimenti più profondi e risvegliare magari quel perduto senso di appartenenza alla comunità ed all’ambiente che la ospita, prevede inoltre la riflessione murale collettiva “Before I die” sulle aspirazioni dei residenti del San Paolo, secondo il format del progetto globale di arte pubblica che invita le persone a riflettere sulle proprie vite, sulla propria mortalità e a condividere i propri desideri, che diventano così l'espressione più nuda delle loro speranze, sogni nei quali credere, per i quali lottare, e non solo da abbandonare e lasciar cadere nel grigiore dell’oblio.

 

Stefania Tursi

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