LOOP FESTIVAL, DAL 13 AL 22 LUGLIO VIAGGIO AUDIOVISIVO NELLA MUSICA DELLA RIVOLUZIONE

NELL’ARENA DI PUGLIA FILM HOUSE, IN FIERA, QUATTRO EVENTI GRATUITI PER RIPERCORRERE LE VIE PIÙ TUMULTUOSE E RADICALI DELLA MUSICA CONTEMPORANEA

giovedì 01 Luglio 2021

“Loop come il refrain di un brano che ti entra in testa e che non riesci dimenticare. Loop come la ripetizione seriale dei video in programmazione continua. Loop come il flusso senza soluzione di continuità di Vine. Loop come il campionamento digitale attorno a cui costruire una traccia dubstep. Loop come matrice primordiale di un frattale in perenne rigenerazione.”

Sono queste le parole con le quali Michele Casella, direttore artistico del Loop Festival 2021, introduce il progetto nato dalla collaborazione tra Associazione Pool ed Apulia Film Commision, nonchè patrocinato da Puglia Sound e da Regione Puglia nell’ambito del Piano Straordinario Custodiamo la Cultura in Puglia.

Il Loop Festival dunque si presenta come un viaggio nei meandri della musica contemporanea, muovendosi però su quella metropolitana immaginaria che non ha paura di sostare sulle tematiche più sensibili ed allo stesso tempo scomode, temi che profumano di denuncia sociale, musica che nasce tra l’olezzo fetido del puro intrattenimento commerciale, agli occhi di qualcuno costruito su misura proprio col fine di ingigantire a macchia d’olio la cecità dei più superficiali e sciocchi, dei sempliciotti che per esempio di “musica leggerissima” ne hanno saputo trarre solo l’orecchiabilità del ritornello, così come già avvenne per “fuori dal tunnel”, in quanto incapaci di coglierne la velata vena malinconica e accusatoria, velata come da tradizione si suol’ fare nella nostra amata Penisola, fin da quando un De Andrè o un Rino Gaetano dovevano scervellarsi ed armarsi delle allegorie più fantasiose per poter cantare nelle loro canzoni dei balordi e delle malefatte di una classe dirigente fin troppo affannata dall’oscurare i propri scandali, anziché farsi travolgere da quel duro e complicato lavoro del tener fede alle promesse al vento regalate.

Da alcuni decenni fortunatamente a livello internazionale molte delle tematiche di denuncia sono state ufficialmente sdoganate e gli artisti che hanno abbracciato la rivoluzione e la denuncia sociale sono in crescente aumento, seppure nei circuiti mass mediali, circuiti sia vittime che carnefici della fame delle masse, i palinsesti propinano per lo più la medesima solfa fatta di quelle solite quattrocento canzoni che stanche girano a loop sulle frequenze radio-digitali.

Il Loop Festival dunque si propone di offrire un piedistallo tutt’altro che glitterato e impreziosito di lustrini, il Loop Festival al contrario si sporca le mani della violenza dei messaggi forti, delle frasi dette tra i denti, pensieri così hard, così punk che per l'appunto vibrano bene solo sulle onde più ruvide e crude, detonazioni elettroniche pronte ad esplodere di rabbia, alternanza di bassi e di dubstep che si insinuano in regressioni trascendentali tali alle volte di ricongiungerci alle proprie dimenticate radici, avanguardie repellenti e disgustose ai palati più comuni e scialbi, ma squisite all’orecchio impavido e scalpitante dei ribelli, messaggi che hanno avuto il potere o anche solo la pretesa di rivoluzionare il nocciolo duro dei retaggi culturali più asfissianti, parole e arrangiamenti che fanno di un pungente sarcasmo la loro affilata ed acre identità.

Ragion per cui il sottotitolo di questo Festival, che si terrà nell’Arena di Puglia Film House presso la Fiera del Levante di Bari, si compone di quattro parole concise e potenti: RAGE, RIOT, REBELS, REVOLUTION; per ognuna delle quali il fumettista di fama internazionale Miguel Angèl Martìn ha realizzato una graffiante illustrazione dedicata.  

Gli eventi, tutti e quattro gratuiti, si dipaneranno a cavallo di queste macro tematiche, offrendo un viaggio che si propone di andare ben oltre la mera e banale rievocazione dei classici della musica che hanno fuso identità e denuncia sociale, molotov e chitarre elettriche, rulli e manganellate, cinismo e talento,  insofferenza o tetra apparente calma che si nasconde sotto la maschera luccicante della fama da rockstar e che talvolta sono passati alla storia proprio perché fedeli fino alla fine alla propria vena controcorrente, ribelle e rivoluzionaria.

Appuntamento dunque alle ore 21.00 del 13, 15, 20 e 22 Luglio 2021 nell’Arena di Puglia Film House presso la Fiera del Levante di Bari (ingresso orientale) per la V stagione del Loop Indivisual Festival per potersi immergere e conoscere a quel concetto di sano e puro sconvolgimento e tumulto culturale mosso dalle nicchie musicali più disparate, che hanno abbracciato un concetto, quello di rivolta, oggi quasi ambiguo, concetto che sempre meno di rado fa tanto glamour e tendenza e che si insinua in contorte dinamiche sociali in cui quella del disagiato diviene più una moda del costume, che un veritiero scalpitante stato d’animo. Confusione d’intenti e di passioni degenerate magari proprio da quella propensione sempre più radicata nei mass media di non passare più la rivoluzione alla TV, tanto da conoscerne solo la favoletta romanzata degli eventi oramai passati, una verità profetizzata in tempi non sospetti da Gill Scott-Heron con la sua “The Revolution Will Not Be Televised” pubblicata nel 1970, verità che come altre, come quelle della violenza e dell’indifferenza ci vengono sbattute in faccia ad esempio da Childish Gambino con la sua “This Is America”.

Volendo spoilerare alcune band protagoniste di questo viaggio incandescente che affonda le mani nei più infangati circuiti tanto cari agli outsider di tutto il mondo, divulgatori talvolta di verità troppo scomode, o troppo avanti, o semplicemente incomprensibili per le immature non ancora pronte masse, troviamo Radiohead, Pixies, Chemical Brothers, M.I.A., Public Enemy, Pearl Jam, Justice, Bjork, Muse e tantissimi altri.

Stefania Tursi

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