AGENDA DI GENERE E LOTTA AL GENDER GAP, VERSO LA CONCRETIZZAZIONE DELLE MISURE

DUE STORIE, PARALLELE E LONTANE AD INTRODURRE L’IMPORTANZA DEL PROGETTO REGIONALE

giovedì 27 Maggio 2021

Annamaria, classe 1940, ai tempi iscritta alla Facoltà di Fisica dell’Università Federico II di Napoli, città attuale Bari. Annamaria è una donna indipendente, intelligente e nonostante la sua veneranda età, ben più all’avanguardia e smart di molta altra gente più giovane di lei, uomini o donne essi siano.

Davanti ad un caffè un pomeriggio si parlava del più e del meno fino a quando sprofondate a ritroso nella sua giovinezza mi confessò qualche aneddoto riguardante la sua personalissima esperienza di donna, allora iscritta ad una Facoltà Universitaria tutt’oggi considerata “da maschi”, ovvero la Facoltà di Matematica e Fisica. “Il ritornello era sempre lo stesso. Cercavano sempre di mettermi in imbarazzo” confessa Annamaria, che s'è sentita ripetere miriadi di volte, col medesimo tono di sufficienza ora un “Ma lei che ci fa qui?" ora un "Ma che c’è venuta a fare?”. Erano gli anni Sessanta, eppure la dicotomia “cosa da maschio/cosa da femmina” tale da mettere un dirigente nella posizione di invitare “cortesemente” una donna ad allontanarsi dal tavolo dei calciatori “maschi” è ancora molto, troppo, scandalosamente cristallizzata.

Pochi giorni fa Aurora, classe 1999, vittima del medesimo deplorevole pressapochismo misogino, non siamo più ad una sessione di esame universitario, l'ambientanzione è diversa, il collocamento temporale altrettanto, stavolta ci troviamo alla vigilia di un evento di beneficienza, stavolta siamo nel nuovo millennio, siamo nel 2021 e l'evento mediatico in questione è di risonanza nazionale. La storia oramai la conosciamo, ma il punto è un altro, il punto è sottolineare l’importanza e l'urgenza di un provvedimento col quale ammettere in primis l'arretratezza in cui verte ancora ogni singolo ambito della nostra società, parliamo di un protocollo varato dalla Regione Puglia, coordinato dall’Onorevole Titti De Simone, consigliera di mandato del nostro governatore Emiliano, denominato -Agenda Di Genere- il cui obiettivo è appunto la lotta al gender gap, un divario, quello di genere, che se appianato potrebbe apportare crescita economica e culturale all'intera società.

Spesso ci vantiamo di essere in un paese civile, erudito rispetto ad altri, ma le divergenze ed il doppiopesismo tipicamente adottato nella gestione aziendale ad esempio è ancora troppo lampante ed oltretutto vergognoso.

Come già descritto in un articolo del 3 Maggio, e ribadito in un comunicato stampa del 26 Maggio, la Giunta Regionale ha dato il via libera al documento di proposta dell’Agenda di Genere, strategia regionale contro il divario e le disuguaglianze di genere, disegno avviato lo scorso 8 marzo, a tal riguardo in queste settimane si sta svolgendo una consultazione che durerà fino alla prima settimana di giugno, con tutto il partenariato economico e sociale pugliese, le Università ed il mondo della ricerca, il terzo settore, le associazioni e le reti delle donne impegnate sul tema della parità di genere.

Come spiega l’Onorevole Titti De Simone “L’Agenda di genere rappresenta un intervento di sistema, articolato e multi disciplinare in grado di affrontare sia l’emergenza in corso, sia di orientare le direttrici dello sviluppo dei prossimi anni, integrandosi in tutti i percorsi di programmazione e attraversando tutte le aree di policy: e così, l’Agenda dovrà connettere le proposte regionali e locali  di investimenti a valere sul PNRR, l’intera programmazione a valere sui fondi UE e Stato per il 2021-27 e le programmazioni di settore a valere sui fondi nazionali e regionali. L’attuale dibattito sulle politiche di genere e l’urgenza di intervenire per ridurre il gender gap, si incrociano, oggi più che mai, con le politiche economiche e di sviluppo, quelle del lavoro e della formazione, con la programmazione di tutti gli interventi strutturali indispensabili per sostenere l’occupazione e per impedire che il divario - economico, culturale e sociale – tra Nord e Sud dell’Italia e tra l’Italia e il l’Europa si acuisca.”

Dall’incontro, tenutosi il 26 Maggio, per rendere sempre più tangibili gli obiettivi di welfare che l’agenda di genere si è preposta, si sono andati a delineare cinque assi prioritari, indicati dalla medesima e a cui si ricollegano le finalità strategiche ed operative da perseguire.

Ogni asse, qui di seguito elencato, rappresenta un Schweizer Replica Uhren ambito da cui iniziare a ricostruire la nostra stessa civiltà, un concetto millantato in ogni sfera sociale, ma mai di fatto realmente concretizzata, soprattutto in Italia, dove ancora oggi gli stipendi delle donne contano, a parità di mole lavorativa e livello di responsabilità dirigenziale, il 33% in meno rispetto ai nostri più fortunelli uomini.

Andiamo per gradi dunque, ogni asse rappresenta l’ambito in cui vanno applicati i provvedimenti mirati al suo effettivo miglioramento:

Asse 1- QUALITÀ DELLA VITA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI, mediante la promozione della partecipazione attiva delle donne attraverso la costruzione di un’agenda urbana orientata al potenziamento delle infrastrutture sociali, dei trasporti, dell’associazionismo, degli organismi consultivi e di rappresentanza.

Asse 2 - ISTRUZIONE FORMAZIONE E LAVORO tramite azioni di empowerment femminile nei settori strategici di istruzione-formazione-lavoro agendo sul contrasto alle povertà educative, incentivando l’accesso al mercato del lavoro a prescindere dai divari dettati dai retaggi culturali vigenti, e promuovendo la conciliazione vita lavoro e la corresponsabilità del lavoro di cura familiare fra uomini e donne.

Asse 3 - COMPETITIVITA’, SOSTENIBILITA E INNOVAZIONE favorendo la partecipazione delle donne ai processi disviluppo sostenibile e all’innovazione, sostenendo l’imprenditoria, l’autoimpiego, l’affermazione delle discipline STEM fra le giovani donne, il digital-empowerment, la ricerca e l’innovazione.

Asse 4 - PER UN LAVORO DI QUALITA’ migliorando le condizioni del lavoro delle donne incidendo sulla precarietà, sul lavoro sommerso, promuovendo maggiore flessibilità lavorativa, sostenendo percorsi di carriera, una costante riqualificazione professionale, agendo sui differenziali salariali e soprattutto contrastando le molestie sul luogo di lavoro.

Asse 5 - CONTRASTO ALLE MARGINALITA’ e ALLA VIOLENZA DI GENERE il cui obiettivo strategico è il contrastare la violenza maschile sulle donne e la violenza motivata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere oltre ad ogni forma di marginalità e discriminazione intervenendo sulle povertà, rafforzando le misure di sostegno al reddito, di inclusione sociale delle persone immigrate, potenziando la rete dei centri antiviolenza, la formazione nelle scuole, offrendo sostegno economico alle vittime di violenza; contrastando ogni forma di discriminazione di genere e promuovendo importanti azioni di sistema per far crescere la qualità dell’azione delle amministrazioni pubbliche sul territorio regionale.

 

A fronte di un contesto normativo particolarmente avanzato e di significativi investimenti fin qui sostenuti, la Regione Puglia è tutt’ora caratterizzata da livelli di divario di genere importanti e che investono le donne in tutte le dimensioni: politica, sociale, culturale ed economica, ma anche da una disuguaglianza territoriale che naturalmente acuisce ancora di più la disuguaglianza di genere, ragion per cui non basta più unicamente parlarne, bensì mettere in pratica politiche orientate in questa direzione, con costanza e dedizione affinchè questo ed il prossimo lo si possa chiamare futuro per davvero e non più unicamente un insulso, ingiusto “Medioevo, più smart e più fashion” ipocritamente mascherato da progresso, così come lo ha definito Willie Peyote nella sua “Mai dire Mai”.

Stefania Tursi

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