BARI FIERA DI ADERIRE A #UNLENZUOLOCONTROLAMAFIA

ANCHE DAL PALAZZO DI CITTÀ DI BARI SVENTOLERÀ IL RITRATTO EMBLEMA DELLA LOTTA ALLE MAFIE

venerdì 21 Maggio 2021

Il 23 Maggio ed il 19 Luglio del 1992, sono date che riecheggiano nella nostra storia come la voce della coscienza che inesorabile si protrae sussurrando il suo verbo alle anime buone, a quelle profondamente legate alla spontanea ed imparziale onestà; a coloro che capaci di resistere, talvolta controcorrente, al latente marcio di una società sempre più vittima del “perbenismo interessato” preferiscono il sacrificio alle scorciatoie degeneri; o che alla “dignità fatta di vuoto” costruiscono con impegno e sudore il proprio onore che nulla ha a che vedere con l’onore millantato dalla criminalità organizzata; o peggio ancora che pateticamente si rifugia nella “ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto” così, per dirla con le parole di quell’oramai antico canto di protesta scritto da Guccini in un lontano 1964.

Oggigiorno, tra l’altro, l’aver ragione rappresenta, talvolta, una ragione solo fittizia, un concetto manipolato ed assoggettato alla filosofia dell’accumulo del denaro e dei beni capitali, una ragione che si ritrova a confondere o addirittura a falsificare e dunque manomettere il concetto stesso di giustizia, in una serie di labirintiche falsificazioni morali poi reiterate e avvallate dalla pluralità delle quotidiane azioni praticate dalla maggioranza, collettività che radica il suo dominio unicamente nel suo essere rappresentata e condivisa da un congruo numero di soggetti.

Ritrovarsi intrappolati in una maggioranza di individui corrotti richiede una moralità tanto forte quanto coraggiosa, e  loro, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, lo sapevano bene. Quando il mondo sembra tutto rovesciato, diventa fin troppo facile rinunciare al buon senso, alla legalità, all’integrità morale e dunque lasciarsi soppraffare dal sentimento di paura, ragion per cui, riportando le parole di Paolo Borsellino: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Per onorare il coraggio e l’impegno nella lotta alla mafia del Magistrato Falcone e del Giudice Borsellino, la cui integrità morale pagò cara la vita, da oggi fino al 19 Luglio sventolerà dal Palazzo di Città di Bari e di tutte le Città aderenti all’iniziativa #UnLenzuoloControLaMafia, l’illustrazione nero su bianco che rappresenta le due icone della lotta alla mafia. L’immagine, tratta da una celebre fotografia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che li ritrae sorridenti, insieme, diventa così lo stendardo del loro impavido cuore, desideroso di giustizia, il cui impegno morale, giuridico e sociale li ha resi l’emblema del disprezzo della corruzione e del clientelismo che attanagliavano ed attanagliano tutt'oggi la nostra cara patria. Un’istantanea la cui potenza va ben oltre le immagini drammatiche inerenti le cronache degli attentati mafiosi che invano hanno cercato di metterli a tacere.

Loro sapevano bene i rischi a cui andavano incontro, non a caso uno dei due affermerà poco tempo prima della pena esemplare dalla mafia inflittogli, che “È bello morire per quello in cui si crede, chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.”

Ed affinchè “le loro tensioni morali – continuino -  a camminare sulle gambe di altri uomini” è con grande entusiasmo che l’amministrazione ed il sindaco di Bari hanno accolto l’iniziativa della Fondazione Giovanni Falcone e promossa dal Ministero dell’Istruzione, idea oltretutto che rientra nell’ambito di Spazi Capaci-Comunità Capaci (il progetto di riappropriazione degli spazi urbani attraverso l’arte, che è stato pensato proprio in occasione del 29esimo anniversario della Stragi).

Occorrenza, questa, in cui il sindaco Antonio Decaro non perde occasione per avvalorare l’orgoglio con cui  “La città di Bari esporrà il lenzuolo, a testimonianza del nostro costante impegno in favore della legalità e sul contrasto alle mafie. La città di Bari non dimentica i valori, i principi e l’esempio che, persone come i giudici Falcone e Borsellino, ci hanno insegnato”.

E dunque parlatene, “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene” perché il marcio della corruzione si insinua inesorabile nell’ogni dove della vita di chiunque ed è dovere morale e responsabilità civile armarsi degli strumenti necessari a condurne la quotidiana lotta e non perderne mai la memoria.

Stefania Tursi

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