1901-2021 UNA STORIA DI EDITORIA E CULTURA LUNGA CENTOVENT’ANNI

Il 10 Maggio 1901 Giovanni Laterza fondava la prima casa Editrice di Bari

lunedì 10 Maggio 2021

Sfido ogni lettore, studente universitario, amatore della storia, della filosofia, della saggistica a guardare nella propria libreria personale e non trovarci almeno un libro che sia stato edito da Laterza, guardando nella mia per esempio il mio occhio s'è subito ad esempio accorto di “Modernità liquida” del maestro Zygmunt Bauman e de “La Musa Impara a Scrivere” di Havelock, per poi notare che alla stessa appartengono i miei manuali di storia, letteratura, semiotica e filosofia.

Era il 1901 quando un audace Giovanni Laterza decise di trasformare la passione per la cultura, forgiata dall’esperienza libraia e tipografica nel sogno di regalare alla città di Bari una vera casa editrice. L’ideale di Laterza Senior era quello di rendere Bari anche un crogiuolo di cultura ed intellettuali e non limitarsi unicamente ad essere polo commerciale ed industriale.

Un giovane Giovanni così si recò a Napoli, si presentò a Benedetto Croce e di lì nacque un sodalizio intellettuale improntato ad una divulgazione del sapere caratterizzato dalla costanza e dalla non trepidazione, già, “CONSTANTER ET NON TREPIDER” parole chiave dell’impegno editoriale allora intrapreso e che tutt’oggi rappresentano l’emblema della filosofia dell’azienda.

La collaborazione con Benedetto Croce oltre che testimoniata dai carteggi che il filosofo e l’editore si sono scambiati nel tempo, portò anche nel 1907 alla divulgazione ad opera di Laterza della rivista letteraria “La Critica” la quale nonostante i suoi alti e bassi, nonostante il legame tra i due intenso ma mai accondiscendente, ad oggi resta testimonianza inestimabile del dialogo intellettuale e delle questioni culturali della prima metà del secolo Novecento, dalla questione della lingua alla riforma della scuola, dal positivismo al futurismo, dall'anteguerra nazionalista al decadentismo letterario, dalla guerra del 15-18 all'avvento del fascismo, dall'idealismo gentiliano fino alla seconda guerra mondiale. Ciononostante, seppure la casa editrice ha preferito durante il ventennio fascista evitare lo scontro diretto con il regime, resta il fatto che, come lo stesso Croce intimamente confidò a Giovanni, divulgare, promuovere e “fare cultura è già -di per sé- fare antifascismo, essendo il fascismo -di fatto- anticulturale”. Tale barlume antifascista non a caso rese tangibile l’opposizione al regime proprio nella nostra città, quando nel 1944 si tenne proprio a Bari, al Teatro Piccinni, il primo congresso del Comitato di Liberazione Nazionale aperto da un discorso dello stesso Benedetto Croce.

Passano gli anni, l’Italia cambia, le dinamiche internazionali si fanno più dense, la morte di Giovanni Laterza e di Benedetto Croce assieme al tramonto della rivista “La Critica” rappresentano una sorta di snodo storico che interessò tanto la casa Editrice quanto l’intero paese, è il 1949, un giovanissimo Vito Laterza, fratello di Giovanni, laureato in Filosofia a Firenze subentra in azienda, il quale amplierà l’orizzonte di attesa delle pubblicazioni con la collana “Libri del tempo” in cui il giovane intellettuale ispirato dal suo maestro, il filosofo Eugenio Garin si fece promotore, accogliendo tra gli altri, le opere di Leonardo Sciascia.

Nel frattempo anche la libreria diventava un teatro affascinante del dialogo intellettuale ospitando personalità di spicco quali il drammaturgo Eduardo De Filippo, Pier Paolo Pasolini e Carmelo Bene, l’astrofisica Margherita Hack oltre a musicisti e scrittori sia affermati che emergenti.

Sempre dedita alla divulgazione della cultura, dai grandi classici di filosofia, storia e letteratura alla saggistica più capillare, la casa editrice, tenendo comunque le sue origini ben radicate alla città di Bari, portando nella sua terra gli incontri ed i dialoghi col sapere, non ha mai smesso di accompagnarci nel nostro viaggio, sempre in prima linea con e per la cultura oggi festeggia nostalgica e allo stesso tempo protesa al futuro il suo viaggio editoriale che è andato ben oltre l’intero secolo Novecento, nella speranza che l’apprendimento legato alla lettura e ai libri resti nell’immaginario collettivo di ognuno irremovibile stendardo della libertà di d’opinione, in un’era quale la nostra in cui le idee sono sempre più fluide, il consenso sempre più manipolabile, il pensiero sempre più omologato, la verità sempre più lontana.

Stefania Tursi

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