APPROVATA DALLA GIUNTA L’AGENDA DI GENERE ATTA AD OPPORSI AL GENDER GAP

Emiliano “LA PRIMA PAGINA DI UN LIBRO IMPORTANTE” la giunta regionale pugliese si impegna a varare provvedimenti mirati alla lotta delle disuguaglianze di genere

lunedì 03 Maggio 2021

Episodi plateali quali il “sofagate” a discapito della Presidente di Commissione UE Ursula von der Leyen, o più tacitamente i numeri sconcertanti relativi all’impatto della pandemia essenzialmente sull’occupazione delle donne, dato che rivela un’agghiacciante realtà, ovvero che delle 101mila unità lavorative decadute 99 mila sono donne, vanno ad esasperare uno scenario che a prescindere dalla pandemia da covid-19 risultava essere un’emergenza di giustizia sociale e dunque una problematica tanto delicata quanto bistrattata in maniera trasversale, dall’ambito politico a quello dell’intrattenimento televisivo, dall’ambito lavorativo a quello casalingo, da ogni singolo ambito in cui una persona, se appartenente al genere femminile si ritrova a sudare il doppio per ottenere la metà rispetto ad un qualsiasi altro uomo avente equivalenti meriti, carisma e che gode del doppio del tempo a disposizione, senza mai essere caduto nell’insulsa ragnatela del mobbing, della molestia, della violenza, dello stupro, della mancanza di rispetto.

Presentata l’8 Marzo scorso ed ufficialmente approvata quest’oggi, lunedì 3 Maggio, “L’Agenda di genere è fra gli obiettivi centrali del nostro programma di governo perché se non azzeriamo i divari sociali e lavorativi, se non investiamo sul capitale sociale che le donne rappresentano in tutti i settori, non riusciremo a cambiare davvero le cose” -asserisce la Consigliera Titti De Simone-  “In Puglia –continua-  stiamo realizzando qualcosa di valido e innovativo ponendoci davvero come laboratorio di best practice per il superamento del gap di genere, nel quadro europeo. Un’Agenda di Genere, nell’ottica del mainstreaming richiede infatti interventi trasversali per migliorare le condizioni di vita delle donne in tutti i campi: istruzione, formazione, lavoro, innovazione, salute, welfare, trasporti- infine, ma non per importanza, la Consigliera, già attivista per la tutela dei diritti delle comunità LGBT+ conclude “Se non superiamo i gap esistenti e acuiti dalla pandemia, non usciremo dalla crisi perché la società tutta non avanzerà”.

Quelle che sminuiamo come impercettibili asimmetrie di genere rappresentano invece delle reali disuguaglianze che rallentano notevolmente il progresso sociale a cui ogni società dovrebbe ambire, è un dato di fatto che, come ha sostenuto Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia in un suo intervento al Gender gaps in the Italian economy and the role of public policy “La ridotta partecipazione delle donne al mercato del lavoro ha importanti implicazioni per la crescita economica- inoltre, continua Ignazio Visco- Vi è consenso nel ritenere che, se la partecipazione femminile raggiungesse i livelli di quella maschile in ogni paese, ne conseguirebbe una notevole espansione del prodotto globale. Stime recenti suggeriscono che la rimozione delle barriere all’accesso all’istruzione e al mercato del lavoro per le donne spieghi, negli Stati Uniti, oltre un terzo della crescita del reddito pro capite registrata tra il 1960 e il 2010” e noi qui ancora a chiederci come mai e perché il DDL Zan non è ancora stato approvato e perché debbano le parole di un cantante riportare alla luce la questione mediante un suo personalissimo brand-activism.

L’Agenda di Genere approvata quest’oggi dalla Giunta Regionale, in piena linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 promossa dall’Unione Europea ed in particolare con il Goal 5 Gender Equality, porta all’attenzione dei provvedimenti regionali e del relativo investimento economico in ambiti del welfare direttamente correlati alla condizione delle donne da cui conseguentemente discende buona parte della ripresa economica.

La penuria sulla distribuzione delle donne nei ruoli amministrativi e manageriali ai vertici delle aziende sia pubbliche che private la dice lunga su di una problematica profondamente radicata ancor oggi, anno domini 2021, ad ogni livello sociale, non unicamente quelli di estrazione meno colta e meno abbiente, una condizione che relega tutt’oggi la figura della donna all’odioso e tedioso stereotipo di angelo del focolare, di creatura che avendo nel corso dei secoli tutto sopportato può e deve continuare a farlo per lasciare che la misoginia ed il maschilismo protraggano inesorabili il loro secolare dominio, un dominio fatto talvolta di violenze sia fisiche che verbali, stupri e ricatti psicologici, elementi  che in un terreno fertile di castrante subordinazione economica e di obsoleti tabù e discutibili credenze, giacciono donne che in silenzio subiscono, perché delle 7 donne su 10 che vittime di violenza e che trovano il coraggio di denunciare, parte di esse devono persino fare i conti con l’essere derise, sbeffeggiate, addirittua inverosimilmente tacciate.  

Seppure trattasi unicamente di un primissimo passo in questa direzione, resta ad ogni modo un passo importante e come sostiene lo stesso Presidente Emiliano “Questo documento è una base di discussione concreta, un punto di partenza e non di arrivo, che prosegue adesso con la partecipazione di tutti. Siamo la prima Regione a dotarsi di una Agenda di Genere delle politiche regionali aperta al contributo del partenariato socio economico e delle associazioni di donne, e capace davvero di attraversare tutte le aree di policy, dalle politiche per l’istruzione la formazione e il lavoro, alle politiche sociali e di conciliazione, alle politiche per lo sviluppo economico, alle politiche culturali e per l’innovazione. Quella scritta oggi è la prima pagina di un libro importante, che sta a noi rendere ricco di politiche concrete e innovative in ogni settore della vita economica sociale e culturale, affinché sia significativamente contrastata ogni forma di discriminazione di genere”.

Stefania Tursi

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