SINERGIA TRA IL POLITECNICO DI BARI ED IL MUSEO ARCHEOLOGICO MArTA DI TARANTO

Una collaborazione triennale che vedrà i due poli lavorare insieme per il rilancio culturale della città di Taranto

mercoledì 28 Aprile 2021

Cultura, innovazione, ricerca e sviluppo territoriale, è in questi ambiti che si sviluppa l’impegno sottoscritto dal Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino e dalla Direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti.

“Abbiamo voluto immaginare un percorso a tappe che inizia soprattutto con l’attenzione che si rivolge alla grande platea di studenti del Politecnico di Bari – dice la direttrice Degl’Innocenti – ma che poi si sviluppa anche sul piano delle applicazioni più innovative al servizio della storia, dello studio e dell’ingegneria dei materiali.”

Attività congiunte per la messa in atto di progetti  validi sia in ambito nazionale che in ambito internazionale, “passi in avanti e utili scambi di competenze per progetti di educazione, ricerca, fruizione culturale, innovazione, anche in vista del nuovo allestimento museale - aggiunge la Direttrice del MArTA – non solo formazione di competenze spendibili nell’ambito archeologico, ma anche nei settori dell’ingegneria e dell’architettura, della tecnologia dei materiali, dell’innovation technology e del turismo”.

Secondo il Rettore Cupertino “Questo è un ulteriore passo di un percorso già partito qualche anno fa con la scuola di specializzazione in architettura in beni archeologici che ha sede a Taranto e che il Politecnico rafforza sul territorio portando in dote al MArTA, tutto il know-how sviluppato in questi anni non solo nel settore dell’architettura, ma anche dell’utilizzo delle nuove tecnologie per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Settori che un tempo sembravano difficili da abbinare – continua il Rettore - ma che oggi, invece, costituiscono la base di competenze sempre più richieste non solo dal settore della ricerca archeologica, ma anche da parte del settore produttivo e delle start-up imprenditoriali”

Il protocollo d’intesa firmato il 27 Aprile presso il museo tarantino definisce gli ambiti di azione comuni che secondo comuni esigenze pongono le basi dei progetti specifici, di volta in volta accordati, a partire proprio dalla condivisione dell’esperienza maturata dai due FabLab di riferimento, il MArTA Lab, il quale sta approfondendo con entusiasmo le varie applicazioni nel campo della conservazione, del restauro e della valorizzazione del Patrimonio mediante tecnologie d’avanguardia quali la scannerizzazione e la produzione 3D e Fab Lab Poliba con sede a Bitonto, che da tempo offre programmi di formazione e produzione 3D finalizzati alla produzione digitale di ceramiche.

La produzione 3D nell'ambito della valorizzazione potrebbe essere applicata nella produzione fedelissima di opere d'arte e reperti storici, affinche questi possano essere fruibili da persone non vedenti mediante il tatto o semplicemente rappresentare una valida risorsa per avvicinare i più piccoli all'arte, nell'ambito della tutela per la creazione di imballaggi stampati su misura dell'oggetto archeologico in caso di spostamento oppure nella creazione di copie identiche da posizionare nei loro luoghi d'origine magari esposti ad intemperie e tenere al riparo in musei chiusi gli originali, per non parlare dell'applicazione delle tecnologie 3D da applicare nell'ambito del restauro dove il 3D rende possibile la produzione accurata e veloce di lacune degli originali che magari ne impediscono l'installazione in museo. Lanciando così l'archeologia e l'arte in un'ulteriore evoluzione della sua riproducibilità. Certo è che se "il vero fa ciò che può, il falso fa ciò che vuole" citando Madame De Duras e dunque visto il lungo periodo di chiusura dei poli museali, ben venga l'applicazione delle nuove tecnologie, affinchè, però esse siano applicate nel campo della valorizzazione dei tesori che tengono viva la memoria dei nostri avi e non viceversa per un suo ulteriore impoverimento.  

Ad ogni modo le attività di studio, ricerca, sviluppo e valorizzazione, rappresentano sia per il Rettore del Politecnico che per la Direttrice del MArTA un potenziale di crescita del territorio, consapevolezza resa esplicita dal loro stesso impegno di cooperzazione sottoscritto.

Stefania Tursi

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