"ALIMENTARE LIBERTÀ" IL PROGETTO URBIS DIVENUTO ORAMAI REALTÀ

QUANDO LA STORIA E LE RADICI DI UN QUARTIERE DIVENTANO PIÙ FORTI E PIÙ IMPORTANTI DI UN PRECONCETTO SOCIALE

lunedì 19 Aprile 2021

Oggigiorno è fin troppo facile correlare al rione Libertà solo notizie di cronaca, di degrado, di povertà economica, le allusioni a tale realtà del quartiere abbinate poi alla crisi degli ultimi decenni, ha dunque condannano la zona ad una generale condizione di abbandono da parte del privato.

Per arginare l’avvallo del precipitoso decadimento ecco che l’Associazione Culturale Libertà, guidata da Francesco Brollo va ad ideare “Alimentare Libertà”, un progetto culturale ideato e presentato al Bando Urbis, inserito nel BIS, il portale di Bari Innovazione Sociale, con il quale il Comune condivide idee e bandi di concorso orientati alla riqualificazione degli spazi metropolitani mediante le sovvenzioni della Comunità Europea.

L’obiettivo alla base di “Alimentare Libertà” si inserisce benissimo nell’ideale principale che muove la destinazione dei fondi a disposizione in attività di riqualificazione urbana, intervenendo proprio laddove un particolare rione si è ritrovato a subire rovinosi mutamenti sia dell’ambiente, sia dell’economia che delle condizioni dello stesso assetto sociale che in esso si muove e ne colora le dinamiche.

Ed ecco che in via Napoli, 49, nella sede di una storica bottega alimentari il progetto ha finalmente preso vita.

L’obiettivo di “Alimentare Libertà” è in primis quello di restituire alla collettività del quartiere uno spazio che a causa del degrado aveva nel 2001 chiuso i battenti, un’attività che per settant’anni in quel sobborgo aveva vissuto da vicino le vicende legate alla sua gente, storie alle quali l’associazione ha deciso di ridare nuovamente voce con la sua sezione “Alimentare Storie” e così dall'oblio dargli modo di riappropriarsi della propria coralità, fatta di aneddoti, credenze, talvolta sfacciata e talvolta velata saggezza, di sacrifici, di rivalse e soprattutto fatta di curiosi soprannomi, quasi sempre legati al vernacolo più stretto.

Tra gli obiettivi di “Alimentare Libertà” inoltre la volontà di fornire ai membri della comunità di quartiere un più ampio spettro di possibilità lavorative rispetto a quelle attualmente conosciute o immaginabili, come? Mediante l’offerta di conoscenze ed esperienze che seppure in maniera più libera e formale siano in grado di stimolare ed arricchire tanto i giovani quanto i meno giovani, offerta oltretutto accompagnata alla messa a disposizione di attrezzature tecniche e degli stessi spazi inseriti nella storica bottega, un luogo in cui il tempo pare essersi magicamente fermato.

Caratteristica di tale proposta è l’intento da parte dell’associazione di creare attività in cui gli interlocutori siano messi in condizione di partecipare attivamente alle attività proposte, quali incontri tematici, realizzazione di documenti audiovisivi, laboratori di visual storytelling, laboratori di riciclo e di professionalizzazione.

L’idea nasce dal desiderio di offrire una valida alternativa alla logica della prevaricazione, del conflitto e dell’interesse del singolo a discapito della comunità, alternativa che vede nella pratica del dialogo e della cooperazione una giovevole possibilità di crescita.

Concetto in cui Francesco Brollo, regista del progetto crede particolarmente, fermamente convinto che Bari emancipando un quartiere così ricco di radici folcloristiche ed allo stesso tempo così multietnico, potrebbe compiere un importante passo avanti nella sua crescita etica, economica e culturale.

Stefania Tursi

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