COVID-19, I TEATRI AL SERVIZIO DELLA VACCINAZIONE DI MASSA

TEATRI DI BARI METTE A DISPOSIZIONE I SUOI TEATRI PER LA CITTADINANZA

venerdì 22 Gennaio 2021

Dal 27 dicembre è partita la campagna di vaccinazione contro il Covid-19, nella speranza di poter ritornare ad una vita normale il prima possibile e poter uscire così da una crisi economica, sanitaria e nazionale di tali proporzioni.

Ovviamente questo tipo di impresa richiede anche un vero e proprio sforzo logistico, non solo per il semplice stoccaggio delle fiale di vaccino, ma anche per la gestione in loco di chi è in attesa dell’iniezione e chi necessita di rimanere in osservazione subito dopo di essa. Di immobili abbastanza grandi da venire incontro a questa necessità non ve n’è un gran numero, ma ecco che i Teatri di Bari si mettono a disposizione della comunità; la soluzione ideale potrebbero essere proprio le grandi strutture che rientrano nel Tric-Teatri di Bari, ossia il teatro Kismet a Bari, il teatro Radar a Monopoli e La Cittadella degli Artisti a Molfetta.

«Vogliamo mettere a disposizione le nostre strutture a partire dal teatro Kismet a Bari per l’organizzazione della somministrazione dei vaccini alla cittadinanza. Il teatro è storicamente un luogo di cura dell’anima, in questo momento storico potrebbe continuare a prendersi cura dell’uomo in una forma diversa. Se questo progetto andasse in porto si potrebbe anche pensare ad un’accoglienza o un’attesa arricchita da interventi culturali, “somministreremmo” così anche un vaccino a favore della cultura e del teatro», annuncia Vincenzo Cipriano, direttore del Tric-Teatri di Bari.

«Quella dei teatri potrebbe rappresentare una soluzione alla mancanza di strutture adatte alla vaccinazione di massa», continua Cipriano. E aggiunge: «Noi ci auguriamo di poter tornare presto far funzionare i teatri per la loro reale destinazione artistica e culturale, ma intanto che il Governo decida per la riapertura si potrebbero rendere queste strutture funzionali e utili alla società in un momento così delicato. Sin dalle prime fasi dell’emergenza avevamo proposto ad esempio ad azioni come postazioni drive through per tamponi e test nelle ampie aree esterne del teatro che permettono il distanziamento o piattaforme logistiche per l’accoglienza di comitati di volontari negli spazi interni».

Una proposta che sottolinea ancora di più il rapporto tra le realtà teatrali e il territorio, nella speranza che queste soluzioni li riporti il prima possibile al loro scopo originale.

Matteo Pizzo

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