VIVARINI PREPARA UN BARI SPETTACOLO

POSSESSO PALLA E VELOCITA’ DI GIOCO

giovedì 26 Settembre 2019

 VIVARINI PREPARA UN  BARI SPETTACOLO

Dobbiamo avere una mentalità vincente, andare su tutti i campi e dominare. Non mi è piaciuta la reazione dopo il gol subito, abbiamo lavorato  individualmente non da  reparto, diventando lunghi e vulnerabili". Vincenzo Vivarini ha subito messo a fuoco i problemi del Bari nella sua prima conferenza stampa al San Nicola. 

Al suo fianco Luigi De Laurentiis, al suo primo esonero.«Voglio innanzitutto ringraziare mister Cornacchini per quanto ha fatto. Sono momenti che fanno parte del calcio. Fa  un certo effetto, essendo il mio primo esonero.  Non c’è delusione, le difficoltà fanno crescere. Quella di Vivarini è una scelta tecnica  mirata, ma anche per il suo aspetto umano». "La scelta del cambio in panchina è arrivata last minute, anche se da una settimana che ci pensavamo”.

Fioccano le domande, Vivarini si racconta: "Ho fatto tanta gavetta, e credo mi sia stato tolto tanto. Ho gli stessi obiettivi del Bari. Certo una piazza migliore di questa per ottenere ciò che ho in mente non c'è. Stravolgere l'assetto senza allenamento non sarebbe stato giusto. Con questo modulo si sfrutta  poco l'attacco, dobbiamo trovare il giusto equilibrio. ”«Dobbiamo accelerare i tempi per essere subito competitivi. Ho visto una squadra che ha voglia di crescere”. 

Si sofferma sui singoli,. Precedenza ad Antenucci  che  ha lanciato nel settore giovanile del Giulianova. “ Ha bisogno di un compagno di reparto bravo a dialogare con lui.  Può giocare  anche con due esterni, l'ho visto troppo fermo, deve muoversi in sintonia con il compagno. Perrotta a Teramo  era il mio regista difensivo. Ha idee chiare e  conosce le manovre. Kupisz l'ho avuto l'anno scorso fino a gennaio,  giocava sulla  fascia. L'ho visto un po' condizionato mentalmente, deve ritrovare sicurezze”

Poi passa ad  analizzare il centrocampo: “Possiamo schierarci in tanti modi, come play sicuramente i migliori sono Schiavone e Bianco".

Il suo motto e vincere e convincere. «Ho in mente concetti definiti, ma il modulo  lo fanno le caratteristiche dei giocatori. I concetti sono di non far giocare gli avversari, tenere sempre palla. Dobbiamo avere capacità di fare spettacolo, con il possesso palla,  idee chiare e velocità di gioco.  A me piace giocare la palla e non mi è mai piaciuto essere approssimativo, i ragazzi vanno aiutati. Per fare questo devi essere preparato. Nello sport vince chi è più forte, i valori vanno tirati fuori e non speculare. Ho visto una squadra impaurita, non deve succedere.

 

Miriam De Marco

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