La Cgil ha deciso: il prossimo congresso nazionale sarà a Bari

Una scelta ponderata e volta soprattutto a rilanciare il Mezzogiorno

lunedì 12 Marzo 2018

Il XVIII congresso nazionale della Cgil si svolgerà a Bari dal 22 al 29 di Gennaio 2019. Durante lo svolgimento del meeting verrà eletta la nuova assemblea generale del sindacato e il successore di Susanna Camusso, segretario generale arrivato alla scadenza del suo secondo ed ultimo mandato. Susanna Camusso è stata eletta alla guida della Cgil, prima donna nella sua storia, nel novembre 2010 e riconfermata nel maggio 2014; ora che per statuto confederale la sua carica non può essere rinnovata si stanno scegliendo le figure che potrebbero succederla. Sono tre i nomi in lizza per la leadership: Serena Sorrentino, attuale segretaria generale dell’Fp, la categoria della Funzione pubblica, Maurizio Landini, ex leader dei metalmeccanici della Fiom e attuale segretario confederale, e Vincenzo Colla, ex numero uno della Cgil Emilia Romagna e anch’egli attuale segretario confederale. In merito alla decisione di svolgere a Bari il congresso nazionale sono intervenuti i segretari nazionali della Cgil Puglia Pino Gesmundo e Gigia Bucci: “La scelta di svolgere in Puglia, a Bari, il prossimo Congresso nazionale della Cgil ci onora e saremo impegnati con la nostra organizzazione al massimo per la migliore riuscita delle giornate e per l’accoglienza di delegati e invitati. E’ innegabile che aver deciso di svolgere a Bari il Congresso nazionale è un chiaro segnale di attenzione al Mezzogiorno. La Cgil è la sola forza sociale che non ha mai smesso di mettere lo sviluppo del Sud al centro del dibattito politico del paese, spesso inascoltata dal Governo. Il congresso di gennaio 2019 seguirà le Giornate del Lavoro che si terranno ancora una volta a Lecce a settembre prossimo. In un Paese che presente pallidi indici di ripresa il Mezzogiorno è attanagliato da una crisi economica e sociale pericolosa, esposto a una desertificazione sociale a causa delle migliaia di giovani che ogni anno lasciano le nostre città, con indici di povertà preoccupanti e con una presenza delle mafie che inquina anche l’economia. Senza una forte attenzione del Governo centrale e forti investimenti su politiche industriali, infrastrutture materiali e immateriali, sostegno ai redditi e un welfare inclusivo, il ritardo di questi territori peserà sull’intero Paese. Non ci può essere vera ripresa senza uno sviluppo del Sud. Crediamo che sarà uno degli argomenti della prossima discussione congressuale, che poggia sulle strategie e le proposte di Laboratorio Sud, oltre che sul Piano per il lavoro e la Carta dei diritti universali dei lavoratori. La Cgil ha un’idea di paese solidale, più equo e dove il lavoro torni a essere elemento centrale per poter immaginare un futuro di crescita vera”.

 

Davide Papandrea

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