Risparmio idrico: la Regione finanzia 7 progetti per minimizzare l’uso del suolo, sperimentando il riutilizzo delle acque reflue

4 milioni 756 mila 500 euro per introdurre misure innovative in materia di risparmio idrico, depurazione e contenimento di carichi inquinanti

martedì 23 Gennaio 2018

Sono sette - per un importo complessivo di 4 milioni 756 mila 500 euro gli interventi ammessi a finanziamento dalla Regione Puglia, rientranti nella graduatoria finale relativamente al “Sostegno all’introduzione di misure innovative in materia di risparmio idrico, depurazione per il contenimento dei carichi inquinanti, riabilitazione dei corpi idrici degradati attraverso un approccio eco sistemico”. L’informazione proviene dall’Assessorato all’Ambiente che sottolinea come, grazie alle risorse messe a disposizione, sarà possibile realizzare interventi per minimizzare l’uso del suolo e delle risorse ambientali, così come l’uso di aree soggette a vincolo di natura ambientale con indubbi benefici in termini di sostenibilità ambientale a tutto vantaggio del territorio e delle comunità. L’obiettivo primario della Regione è il sostegno all’attività di ricerca e la sperimentazione finalizzata al riuso delle acque reflue (ai sensi del D.M. n. 185/03) provenienti di depuratori civili e gestiti dal Soggetto Gestore del Servizio Idrico Integrato AQP attraverso l’attuazione delle misure del Piano Tutela delle Acque (PTA), finalizzate a garantire il raggiungimento o mantenimento degli obiettivi di qualità per i corpi idrici e per la tutela qualitativa e quantitativa gli stessi, così come l’attività di ricerca e sperimentazione finalizzata al monitoraggio e/o controllo quali-quantitativo delle risorse idriche nell’ambito del ciclo idrico Integrato. Nella scelta dei sette Progetti hanno influito la coerenza con le discipline di settore comunitarie, nazionali e regionale e la coerenza con i vigenti strumenti di programmazione di settore, con lo ‘scenario strategico’ del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) ed il progetto territoriale “la rete Ecologica Regionale”. Nei criteri di valutazione sono stati considerati, tra gli altri, il grado di perseguimento dell’obiettivo di risparmio idrico, di riutilizzo dei reflui trattati o di contenimento dei carichi inquinanti.

 

Redazione Controradio

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