CARTELLONE CINEMA. TUTTI I FILM DAL 4 AL 10 GENNAIO

10 MINUTI BREVI MA INTENSI CON TUTTI I FILM USCITI IN QUESTA SETTIMANA

giovedì 04 Gennaio 2018

Ben ritrvati per questa prima puntata del 2018!

Rinnovandovi i miei auguri per questi giorni di festa, passo in questi 10 minuti a disposizione a descrivervi i titoli in cartellone da oggi, giovedì 4, fino a mercoledì 10 gennaio.

Sono solo 4 i film per la settimana dell’Epifania, mentre Come un gatto in tangenziale ha già sbancato il box office, al 3° posto in Italia dopo Wonder e Coco, che ha subito guadagnato la vetta. A seguire invece al 4° posto Napoli Velata ed al 5° Star Wars, che invece in America mantiene ancora a prima posizione. Ma parliamo un po’ dei film di oggi, da una favola nera ad una commedia nera, passando per il film vincitore dell’Orso D’Oro al Festival di Berlino e per il nuovo lavoro di Ridley Scott. Iniziamo però giocando in casa:

Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione

Gabriele Salvatores prosegue il suo cammino sulla strada del genere supereroico, rinnovandolo in chiave autorale e italiana. La prima novità che colpisce Michele Silenzi, ora sedicenne introverso, è un lutto, di cui è impossibile parlare senza fare spoiler. La seconda è l’inaspettata esistenza di una gemella, Natasha, che vive in Marocco. Se i primi passi di Salvatores in questo universo sono stati più esitanti ed hanno comportato effetti speciali volutamente artigianali, ora Gabriele ci ha preso gusto e si muove con molta più disinvoltura sia nell'affrontare i topos di genere, che nel realizzare effetti speciali più complessi (ad opera di quel genio creativo che è Victor Perez), senza rinunciare alla componente magica che li umanizza e li avvicina più alla fiaba che al fumetto. Questa disinvoltura e una trama che sposta la narrazione verso il lato oscuro, traghettano Il ragazzo invisibile - seconda generazione verso un pubblico  coetaneo di Michele, ma anche più adulto: i temi trattati, in particolare l'attitudine vampiresca di certi genitori nei confronti dei propri figli, sono davvero disturbanti, così come lo sono la visione ripetuta del sangue e alcune scene di tortura (soprattutto psicologica). Il ragazzo invisibile è una storia di orfani come lo sono quasi tutte le favole nere, perché tutte le figure genitoriali in scena (e anche quelle fuori scena) hanno bisogno di essere salvate, e si aspettano che sia la "seconda generazione" a farlo. Ludovico Girardello, che interpreta Michele Silenzi, ha dichiarato che il nuovo film è più figo perché è più dark e per questo gli piace di più. “Per come la vedo io, – ha detto – il primo film era una sorta di introduzione mentre questa è la vera storia.” 

 

Corpo e Anima

Un macello a Budapest. Viene assunta una nuova dipendente, la giovane Maria dall’atteggiamento riservato ed una rigida applicazione delle regole del lavoro. Ma entra in scena un sogno ricorrente, con un cervo nel bosco durante una nevicata, e la nostra protagonista lo fa in contemporanea con il direttore finanziario dell’azienda in cui si è appena inserita. Il film nasce dal desiderio della regista e sceneggiatrice Ildikò Enyedi di esporre la propria visione della condizione umana, di raccontare una storia d'amore travolgente nel modo meno passionale e spettacolare possibile. Punto di partenza del progetto sono state le opere di Ágnes Nemes Nagy, poetessa ungherese che celebrava l'eroismo quotidiano nella sua semplicità. Allo stesso modo quest’opera si propone di indagare ciò che si dissimula dietro un volto apparentemente sereno, mostrando l'essenza umana invisibile a occhio nudo.  Solo la sensibilità di una regista come Ildikó Enyedi poteva portare sullo schermo una vicenda come questa senza cadere da un lato nel romanticismo e dall'altro in un onirismo divorante. Questo film drammatico ungherese è stato premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino.

 

Tutti i Soldi del Mondo

Torna Ridley Scott con un film biografico che prende le mosse dall’Italia, dalla Roma del ’73. Alcuni uomini mascherati rapiscono un ragazzo adolescente di nome Paul Getty III, nipote del magnate del petrolio Jean Paul Getty, noto per essere l'uomo più ricco al mondo e al tempo stesso il più avido. Al rifiuto di pagare del nonno la madre si lancia in una sfrenata corsa contro il tempo per raccogliere i soldi, pagare il riscatto e riabbracciare finalmente il giovane Paul. La vicenda legata ala produzione del film è piuttosto surreale: quando mancava solo una settimana alla release, a film ultimato e pronto a uscire in sala, è esploso lo scandalo che ha coinvolto Kevin Spacey, scelto per interpretare J. Paul Getty. Dopo un breve tentennamento, Scott ha deciso di eliminare Spacey affidando il suo ruolo all'88enne Christopher Plummer, che ha girato tutto in soli 9 giorni. Scott aveva offerto a Plummer la possibilità di vedere le scene realizzate dal collega, ma lui ha rifiutato per non esserne influenzato. Non solo Plummer è riuscito in così poco tempo a girare tutto, ma  ha ottenuto perfino una sorprendente nomination ai Golden Globe come miglior attore, una delle due ottenute dal film.

 

 

Morto Stalin, se ne fa un altro

Chiudiamo con una commedia anglo-francese nera, che tratta i giorni che separano l'attacco cerebrale di Stalin dall'annuncio ufficiale della sua morte. In questa zona grigia Armando Iannucci, regista e attore comico scozzese di origine italiana, dirige un cast internazionale con  Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Rupert Friend, Steve Buscemi e Jason Isaacs su una storia che pone la domanda: si può ridere della morte di qualcuno? La risposta in questo caso è si: quando questo qualcuno è un tiranno tra i più noti della storia mondiale, ridere di lui e della sua cricca di profittatori è lecito e politicamente corretto. Alla teoria (romanzesca) dell'avvelenamento o all'ipotesi ricorrente e inaccertabile dell'assassinio di Stalin per mano di Beria, Fabien Nury, che ha curato la sceneggiatura, preferisce quella di una logica paranoia. Indecisi tra la paura (di essere purgati) e la speranza (di succedergli), i suoi compagni lo lasciarono crepare dopo l’ictus. Centrato sull'agonia del tiranno e basato sulla graphic novel dello stesso Nury e del disegnatore Thierry Robin, Morto Stalin, se ne fa un altro evoca in filigrana la destalinizzazione e si consacra alla feroce guerra di successione aperta con la dipartita di Joseph Stalin. Scritto e diretto da Iannucci, rodato specialista della satira politica (The Thick of It, Veep, In The Loop), Morto Stalin, se ne fa un altro è fedele al precetto hitchcockiano che associa la riuscita di un film alla qualità del cattivo.

 

Io vi saluto e vi do appuntamento a giovedì 11 gennaio, sempre sui 97.3 di Controradio alle 18:05. Riascoltatemi dall’articolo della settimana su controweb.it oppure on demand su Spreaker. La novità del 2018 è la nuova fan page Cartellone Cinema di Facebook. Visitatela! Ora basta mettere un like per rimanere sempre aggiornati.

 

Buona Epifania ed ancora buone feste a tutti!

Paola Pagone

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