Acquedotto del Sud, è guerra tra Campania e Puglia

Proroga di tre anni alla legge di bilancio in favore dell'ente barese

giovedì 21 Dicembre 2017

Ieri la Camera dei deputati è stata sede della discussione sulle fonti idriche tra Puglia e Campania, durante la seduta sulla legge di Bilancio. La Puglia ha presentato un emendamento con il quale richiedere la tenuta del controllo di Acquedotto Pugliese sulle acque derivate in Campania dalle sorgenti di Caposele per altri cinque anni. Il Governo l’ha approvato con riduzione della proroga per tre anni. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha manifestato il suo disappunto, gridando allo "scippo delle sorgenti", ma il governatore della Puglia, Michele Emiliano prova a gettare acqua sul fuoco: “Intendiamo mettere Acquedotto Pugliese a disposizione di tutto il Sud”. La guerra dell’acqua tra Puglia e Campania è scoppiata l’altroieri. E di mezzo ci sono risorse idriche imponenti, che riguardano i rifornimenti idrici per usi civili e irrigui di tre regioni: Basilicata, Campania e Puglia. Oggetto del contendere: la nascita del nuovo Acquedotto del Sud, che nel disegno del Governo deve prendere il posto dell’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione in Lucania, Puglia e Irpinia, ormai fallito, ma gravido di un asset unico: una dozzina di invasi sparsi tra Basilicata, Campania e Puglia, preziose riserve d'acqua dolce per gli acquedotti civili ed irrigui e una rete acquedottistica propria di grande adduzione asservita a questa risorsa.

 

Redazione Controradio

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