Sentenze pilotate in cambio di denaro. Arriva oggi la confessione dell’ex giudice arrestato nel 2010

L’ex presidente della Commissione tributaria regionale, Oronzo Quiontavalle, confessa e descrive il sistema ribattezzato “Gibbanza”, che coinvolge altri 23 giudici

martedì 21 Novembre 2017

È stato ribattezzato “Gibbanza” il processo sul sistema di malaffare che ha coinvolto più di venti giudici, commercialisti, avvocati, funzionari delle commissioni tributarie e imprenditori, tutti impegnati a “far funzionare le cose” a modo loro ed oggi imputati per corruzione in atti giudiziari, falso, rivelazione del segreto d'ufficio, infedele dichiarazione dei redditi, riciclaggio, favoreggiamento, abuso d'ufficio, truffa, millantato credito e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I fatti in esame risalgono ad un periodo che va dal 2008 al 2010, ma sono rappresentativi di un metodo la cui ombra continua ad essere temuta dalla coscienza popolare. A parlare è Oronzo Quintavalle, ex giudice ed ex presidente della Commissione tributaria regionale, imputato dei reati sopra citati. Dopo il suo arresto, nel novembre 2010, decise di collaborare con gli inquirenti e oggi, da testimone assistito, ha risposto in aula alle domande della Procura, ribadendo circostanze e accuse già mosse all'epoca a colleghi e professionisti. Pare che a Bari alcuni imprenditori, che avevano subito nelle proprie aziende verifiche fiscali e risultavano sanzionabili per ingenti somme in relazione a gravi irregolarità amministrativo-contabili commesse, riuscissero a evitare il pagamento dovuto all'Erario attraverso l'elargizione di regalie ai giudici delle Commissioni Tributarie (Provinciale o Regionale), alle quali veniva presentato il ricorso. Ai giudici chiamati a decidere su quei contenzioni, stando a quanto dichiarato da Quintavalle, venivano consegnate sentenze già scritte da commercialisti e legali delle aziende. “Riuscivo a pilotare le assegnazioni dei fascicoli - ha spiegato Quintavalle in aula - rivolgendomi ai segretari delle commissioni, dando loro compensi fra i 500 e i 1.500 euro per ogni procedimento”. L'esame del teste proseguirà all'udienza del 15 marzo 2018 con la trattazione delle singole controversie pilotate. Nel processo sono costituiti parti civili il Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia.
 

Paola Pagone

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