Con il prologo "Maestri e Margherite" inizia la nuova stagione del teatro Garibaldi di Bisceglie

Alle 17 Franco Arminio presenta il suo ultimo libro: "Cedi la strada agli alberi”

giovedì 16 Novembre 2017

Oggi alle 17:00 il teatro Garibaldi di Bisceglie inaugura il prologo della sua stagione, parafrasando il titolo del grande Bulgakov, Maestri e Margherite, con una mostra, la presentazione di un libro e ben due spettacoli. Apertura affidata a un poeta irpino dalle parole semplici, nella splendida cornice della neonata Libreria Vecchie Segherie Mastrototaro, sotto l’egida del Circolo dei Lettori/Presidio del Libro. Per una sorta di riscaldamento dello sguardo, Franco Arminio, a colloquio con l’attore Giuseppe Semeraro, presenta il suo ultimo libro: “Cedi la strada agli alberi” (ed. Chiarelettera). L’azione quindi si sposta nel complesso di Santa Croce, dove all’ingresso albergherà, per l’intero festival, Occhinèri: installazione fotografica di Mirella Caldarone, in cui stavolta a giocare da protagonista è l’altro, testimone di una frattura che ci riguarda. Scatti da un viaggio africano, composti grazie al sostegno di Fucina Domestica. Alle 19.00, partendo dal tragico sequestro di Aldo Moro, trauma epocale di prossima commemorazione che ha segnato la storia della Repubblica, Daniele Timpano si confronta con l'impatto che questo evento ha avuto nell'immaginario collettivo. In scena per Aldo Morto, assieme al suo corpo e a pochi oggetti, solo la volontà di affondare, fino al collo, in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo. L’ultima meta è proprio il Teatro Garibaldi, a pochi metri, alle 21.00, per FRAME. Prodotto dai Cantieri Teatrali Koreja, lo spettacolo apre la lunga schiera di eccellenze pugliesi a cui è dedicata questa intensissima rassegna, sino a domenica. Lo spettacolo, diretto da Alessandro Serra, s’ispira all’universo pittorico di Edward Hopper. Ogni sua opera è trattata come il frammento di un racconto. Una novella visiva che del pittore tenta di evocare quella capacità d’imprimere sulla tela l’esperienza interiore: la capacità di rendere straordinario l’ordinario, rivelandone l’essenza misteriosa senza alcuna intenzione morale o psicologica.

Oggi ai nostri microfoni è intervenuto Daniele Timpano, attore e drammaturgo romano, oggi a Bisceglie per il prologo della stagione teatrale del teatro Garibaldi con lo spettacolo Aldo Morto, finalista al Premio Ubu 2012, e domani al teatro Abeliano di Bari con un lavoro sul colonialismo italiano, dal titolo Acqua di colonia.
L'intervista è allegata.
 

Paola Pagone

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