Bosch Bari, scongiurati i licenziamenti. Sarà rivisto il piano industriale

Firmato l’accordo quadro al Nazareno tra sindacati e azienda

giovedì 28 Settembre 2017

Raggiunto ieri a Roma l’accordo tra sindacati e quadri aziendali, per quanto concerne lo stabilimento produttivo della Bosch di Bari. Saranno così scongiurati i temuti licenziamenti. L’azienda si è inoltre impegnata a non ridurre l’orario di lavoro e a non derogare al contratto nazionale di lavoro. "Voglio anche dare atto all'azienda di aver accettato l'invito a rivedere il piano industriale e a dare una prospettiva all'insediamento produttivo barese". Queste le parole del governatore Emiliano fermato dalla stampa fuori dal Nazareno al termine dell incontro. Il risultato del tavolo di ieri è eccezionalmente positivo, per i lavoratori ed i sindacati, che portano da tempo avanti la battaglia per la difesa del posto di lavoro e per la tutela delle condizioni in cui esercitarlo. Ma è estremamente positivo anche per il territorio pugliese, che una volta in più si smarca dalle tendenze  più diffuse negli ultimi anni e non solo nel nostro paese. Sarà infatti salvaguardata l’occupazione e predisposte le condizioni per prospettive future che gioveranno al tutta la Puglia. Sarà un mix di interventi quello che consentirà di affrontare il futuro, con la gestione degli ammortizzatori sociali su base quinquennale e l’apertura di un tavolo regionale sulla riorganizzazione del lavoro. “La Bosch di Bari – ha dichiarato il presidente Emiliano – è tra le più importanti realtà produttive della Puglia. Abbiamo fatto di tutto per scongiurare i licenziamenti e apprezzo molto l’intesa raggiunta tra azienda e sindacati, che apre la strada al rilancio dello stabilimento della zona industriale. Alla riunione hanno partecipato gli esperti della Task Force regionale per l’occupazione, guidata da Leo Caroli. Inoltre la Regione è pronta a valutare possibili incentivi agli investimenti per diversificare la produzione”. Proprio la diversificazione della produzione è infatti uno dei temi sul tavolo: la fabbrica barese produce esclusivamente pompe diesel tecnologia investita dalla crisi che ha coinvolto lo stabilimento. “Il personale – ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano – dovrà essere riqualificato in funzione degli investimenti in innovazione e diversificazione produttiva, indispensabili per consolidare il volume delle attività e del livello occupazionale. La crisi dello stabilimento barese è stata provocata dalla crisi strutturale del motore diesel sul mercato mondiale. Se ci si limitasse all’innovazione tecnologica delle pompe diesel, la soluzione sarebbe solo contingente. Invece abbiamo chiesto all’azienda di diversificare la produzione e valuteremo ogni incentivo per accompagnare la diversificazione delle produzioni”. “Esprimo apprezzamento – ha aggiunto il presidente della Task Force regionale per l’occupazione, Leo Caroli – per l’alto senso di responsabilità, la concretezza e la competenza che il sindacato nazionale e territoriale ha dimostrato al tavolo. Voglio anche dare atto all’azienda di aver accettato l’invito a rivedere il piano industriale e a dare una prospettiva all’insediamento produttivo barese”.

Paola Pagone

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