Accordo tra Università di Trento e regione Puglia

Prevenzione in materia di sicurezza urbana e protezione del cittadino con il software eSecurity

martedì 26 Settembre 2017

Predire i crimini grazie alla tecnologia. È questo l’auspicio che ha portato la regione Puglia a sottoscrivere un protocollo d’intesa con l’Università di Trento. Si chiama “eSecurity” ed è un protocollo sperimentale per migliorare  le politiche di prevenzione in materia di sicurezza urbana e protezione del cittadino, finalizzato alla costruzione di un sistema di sicurezza integrato e coordinato dal gruppo di ricerca dell’Università di Trento “eCrime” sotto la guida del prof. Andrea Di Nicola. Il modello eSecurity si basa su dati statistici come il numero di crimini, i luoghi in cui essi avvengono e, ancora, denunce, arresti e percezioni della sicurezza da parte dei cittadini. “Studiando la reiterazione dei reati in determinate condizioni, in determinati luoghi e in determinati orari è più facile dare suggerimenti alle forze dell'ordine su come collocarsi sul territorio”, ha dichiarato il governatore della regione Puglia, Michele Emiliano. La collaborazione è, inoltre, il risultato di un percorso già avviato anni fa da Stefano Fumarulo, dirigente dell’Antimafia sociale della Regione Puglia scomparso precocemente, in termini di educazione alla legalità. Sui risultati concreti che questa ricerca ha prodotto, il rettore Paolo Collini ha detto che “negli Usa questi strumenti hanno dato risultati significativi in termini di riduzioni percentuali dei fenomeni criminali di tipo urbano. E anche a Trento hanno dato un miglioramento nelle politiche e un cambiamento nel tessuto sociale”. La Puglia, dal canto suo, segue a ruota i due esempi per approfondire e sperimentare, anche nella nostra regione, l’efficacia di questo modello innovativo.

Lucia Schiraldi

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