Tangenti. 11 arresti e perquisizioni in Regione. Mazzetta da 15 mila euro per il sindaco di Altamura.

L’assessore Giannini, uomo forte di Emiliano, indagato per fondi concessi a Grotta Palazzese si dimette

giovedì 13 Luglio 2017

Due anni di indagini da parte della Procura di Bari hanno portato all’arresto di 11 persone, due in carcere e nove ai domiciliari, perquisizioni negli uffici regionali, oltre a un obbligo di dimora, per presunte mazzette in cambio di appalti. Due le inchieste che hanno smascherato autonome vicende corruttive. Una tangente da 15 mila euro per il sindaco di Altamura ed un’altra da 2 mila, che ha coinvolto il vice-segretario di Acquaviva delle Fonti, del Pd, Roberto Ottorino Tisci, ora in carcere per una presunta tangente legata alla ristrutturazione del teatro comunale di Acquaviva, al depuratore della città ed ai lavori di manutenzione di una scuola media di Castellana Grotte.  Una tangente diretta a Austacio Domenico Busto, all'epoca vicesindaco di Acquaviva e attualmente assessore ai Lavori pubblici, non è andata a buon fine poiché questi, insieme al sindaco Davide Carlucci, ha invece denunciato il fatto ai carabinieri. Le indagini e le perquisizioni in Regione hanno anche coinvolto l’Asessore regionale ai Lavori Pubblici, Gianni Giannini, uomo forte di Emiliano, con l’accusa di aver accettato fondi in cambio di appalti in merito ai lavori a Grotta Palazzese a Polignano a Mare. Giannini, iscritto nel Registro degli indagati, si è immediatamente dimesso, restituendo le deleghe nelle mani del Governatore. "E' onesto, lo dimostrerà". Questa la replica di Emiliano, seguita da una nota del segretario regionale del Partito Democratico della Puglia, Marco Lacarra, che recita: “Sono al fianco dell’assessore Gianni Giannini e sono certo che presto potrà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati. La sua onestà e la dirittura morale hanno da sempre contraddistinto il suo operato e per tanto sono fiducioso sull’esito delle indagini. La decisione di rimettere le deleghe nelle mani del presidente della Regione è un’ulteriore prova della sua sensibilità di amministratore, che ha a cuore le sorti della Puglia più della sua poltrona”. L’accusa a carico di Giannini pare essere legata a ricompense concesse dal noto imprenditore Modesto Scagliusi, titolare del notissimo ristorante Grotta Palazzese e titolare del salottificio Soft Line srl di Modugno, in cambio dell’interessamento dell’assessore regionale per agevolare pratiche in corso con la Regione a beneficio del ristorante, riguardanti un finanziamento regionale da oltre 2 milioni di euro. Il finanziamento, nel quadro dei Piani integrati di agevolazioni al turismo, è stato concesso nel 2017. Obiettivo della presunta dazione di denaro sarebbe stata anche l'intercessione di Giannini, non andata a buon fine, presso la sovrintendenza ai Beni culturali di Bari per l'approvazione di un progetto di variante relativo ai lavori sul ristorante. Scagliusi, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe ricompensato l'assessore regionale con arredi domestici per la figlia, Giulia Giannini. Questa vicenda non fa che aggravare l’instabilità in Regione, dovuta all’atteso rimpasto da tempo rimandato dal governatore Emiliano.
 

Paola Pagone

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