Strage ferroviaria sulla tratta Andria e Corato, chiuse le indagini

Tredici imputati, ma non si escludono altri livelli di responsabilità all’interno di Ferrotramviaria

martedì 11 Luglio 2017

A un anno esatto dalla strage ferroviaria del 12 luglio sulla tratta a binario unico tra Andria e Corato, che costò la vita a 23 persone, l’inchiesta della procura di Trani è alle battute finali. Sono 13 gli indagati, ma non si escludono altri livelli di responsabilità all’interno di Ferrotramviaria. “Fiduciosi- spiega il magistrato Francesco Giannelli, che guida il pool di magistrati sull’inchiesta- potremmo dare un’impostazione chiara e coerente, un quadro accusatorio capace di reggere in un processo”. La certezza degli investigatori è che la tragedia fu causata da plurimi errori umani, forse compiuti da più di tre dipendenti della società Ferrotranviaria. Ma dietro gli errori umani, ci sarebbe anche l’aggravante delle gravi carenze organizzative, infatti gli investigatori hanno esaminato ruoli e responsabilità anche di chi si occupava di organizzazione aziendale e dell’assegnazione di compiti e ruoli. Secondo la procura di Trani sarebbero state violate le norme sulla sicurezza sul lavoro e a contribuire all’incidente sarebbe stato anche il sistema “blocco telefonico”, in base al quale i capistazione si scambiano dispacci per segnalare la partenza e l’arrivo dei treni, un sistema obsoleto e insicuro.

 

Adriana Ranieri

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