Università, in basso nella classifica Censis

L’Ateneo di Bari si posiziona ottava su undici per l’offerta formativa. Eccezioni sono Scienze dell’Educazione e Formazione, e Medicina e Chirurgia. Il Politecnico si posiziona invece quarto

martedì 04 Luglio 2017

Il Censis dà le pagelle alle università italiane, che ieri ha pubblicato il rapporto 2017 sullo stato di salute della formazione accademia. Delusione per l’ateneo barese, che arriva all’ottavo posto (con un punteggio di 72,9) su undici mega atenei classificati. A seguirla ci sono gli atenei di Milano (78,2), Catania (72,6) e Napoli (72,4). A primeggiare in pool position sono gli atenei di Bologna, seguiti da quelli di Firenze e Padova. Buon punteggio lo conquista il Politecnico della città di Bari, che si aggiudica il quarto posto della classifica; ma rimane ancora l’amaro in bocca per l’ateneo che, nonostante primeggi sugli altri meridionali, delude le aspettative, a causa di cinque differenti parametri: borse di studio, servizi, strutture, comunicazione - servizi digitali, e internalizzazione. “Le graduatorie Censis vanno interpretate come uno stimolo per crescere e per puntare sempre più a rendere l’Università di Bari un ateneo internazionale e condiviso” - afferma Anna Santamaria, rappresentante degli studenti in cda Up. Le uniche eccezioni, che fanno risollevare un po’ la qualità della sede di studio, sono i corsi di Scienze dell’Educazione e della Formazione, e i corsi di Medicina e Chirurgia, che si posizionano in alto alle mini-graduatorie Censis sulla didattica dei settori scientifico-disciplinari: Scienze dell’Educazione e Formazione sono 12esime su 32, mentre Medicina e Chirurgia 18esime su 37.

 

 

Micaela Cavestro

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