Scavi clandestini, recuperati centinaia di reperti archeologici

Ritrovate rare maioliche medievali sottratte nel 2003, ma il business illegale delle opere d’arte in Puglia prosegue senza sosta

giovedì 01 Giugno 2017

Scavi clandestini, dipinti contraffatti, reperti archeologici saccheggiati. Il racket delle opere d’arte in Puglia è un fenomeno ormai sempre più frequente. Un business criminale che alimenta un traffico di proporzioni inimmaginabili e intorno al quale ruotano enormi interessi economici e commerciali, se si considera che le opere trafugate vengono immediatamente vendute sui siti di e-commerce o attraverso aste clandestine. Così i Carabinieri del Nucleo Tutela e Patrimonio Culturale di Bari hanno reso noto che nel corso di numerose indagini nel territorio pugliese e lucano, sono stati recuperati centinaia di reperti archeologici dal valore complessivo di 500mila euro. Tra le opere restituite al Patrimonio Culturale Nazionale, sono state identificate delle rarissime maioliche medievali sottratte nel 2003, preziose pergamene trafugate nel 2008 e numerosi capolavori tra cui un eccezionale olio su tavola risalente al 1400 e raffigurante San Leonardo. Solo nel 2016 sono state denunciate 77 persone per reati di ricettazione e di violazioni in materia di ricerche archeologiche.

 

Fabrizio Ravallese

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