Scandaloso sommerso: il turismo in nero dilaga anche nel barese

Federalberghi ha censito 3680 strutture abusive tra le province Bari e Bat durante la settimana di Pasqua

lunedì 15 Maggio 2017

Federalberghi

Un dato eclatante è emerso per la settimana di Pasqua secondo Federalberghi con una ricerca di mercato curata da Incipit Srl: il turismo in nero dilaga anche nel barese e per turismo in nero si intende tutto il mercato degli alloggi che si collocano al di fuori delle normative vigenti, grazie alle piattaforme informatiche come AirBnB. Il dato scandaloso, riferito al sommerso, è infatti facilmente riscontrabile proprio su questo celebre ed usatissimo portale. Durante la settimana di Pasqua 2017 infatti, il portale mondiale degli affitti turistici brevi, ha contato nelle province di Bari e BAT, ben 3.680 alloggi, di cui 2.426 (65,92%) riferiti ad interi appartamenti; 2.898 (78,75%) disponibili per più di sei mesi; 2.055 (55,84%) gestiti da host che dispongono di più di un alloggio. La 67^ assemblea nazionale della più grande associazione degli albergatori italiani con questa inchiesta fotografa il contrasto tra la sharing economy e le economie pesanti, tanto per citare Zygmunt Bauman, bloccate da burocrazia e fiscalità insostenibili in alcuni casi. “Al netto degli scandalosi numeri sull’abusivismo turistico e della importante evasione fiscale, - dice Feederalberghi - l’analisi delle inserzioni di Airbnb fa emergere quattro grandi bugie che smascherano la favoletta della condivisione, uno dei cavalli di battaglia del marketing della sharing economy. Non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare, perché la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno. Non è vero che si tratta di attività occasionali, perché la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all’anno. Non è vero che si tratta di forme integrative del reddito, perché sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo a inserzionisti che gestiscono più alloggi. Non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta, perché gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi Ufficiali. Il consumatore – dichiara Caizzi - è ingannato due volte, perché viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività, del mercato. È importante sottolineare che vengono danneggiate tanto le imprese turistiche regolari quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza.” “ La Federalberghi – conclude il presidente degli albergatori pugliesi - ha rivolto un appello ai parlamentari del territorio, affinché durante la discussione della cosiddetta ‘manovrina’ (decreto legge n. 50 del 2017), siano irrobustite le disposizioni relative al regime fiscale delle locazioni brevi, con l’obiettivo di far pagare le tasse a tutti e di proteggere i consumatori, i lavoratori, la collettività. Ribadiamo che I dati della nostra ricerca sono disposizione delle autorità per gli opportuni controlli.”

Paola Pagone

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