Un futuro “anziano” per la Puglia: allarme al Welfare

Secondo i dati riportati dal Censis nel 2031 il numero dei minori diminuirà del 16,8% mentre aumenteranno gli anziani

venerdì 07 Aprile 2017

Dati allarmanti emergono dalla ricerca condotta dal Censis,  istituto di ricerca socio-economica italiano, in cui risalta che nel 2031 in Puglia il numero dei minori si ridurrà di 116 mila unità (-16,8%) mentre il numero degli  anziani aumenterà di 241 mila in più (+28,3%). Dati del genere si sono già verificati negli ultimi anni in cui i giovani, che rappresentavano il 36,4% della popolazione nel 1951, si sono ridotti al 17% nel 2016, mentre gli anziani sono aumentati dal 7,7% al 20,9%. Lo studio del Censis evidenzia inoltre che in Puglia le persone che vivono da sole costituiscono il 25,9% del totale delle famiglie, quasi il doppio rispetto agli anni precedenti. Per non parlare poi del dato disoccupazione, che nel 2016 sale a 7,7% per i singoli e del 47,1% per le famiglie. Tutti valori che fanno preoccupare sul futuro del welfare pugliese. “Non potremmo più avere un welfare solo pubblico perché le risorse pubbliche non basteranno: già oggi i cittadini per la sanità spendono 36 miliardi in  Italia e una cifra alta anche in Puglia; e spendono molti soldi per l’assistenza alle persone non autosufficienti”, ha dichiarato Francesco Maietta, responsabile area politiche sociali del Censis.

Micaela Cavestro

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