Sanità pugliese ad alto rischio corruzione

Secondo un’indagine del Censis nel Mezzogiorno gli episodi salgono al 37%

venerdì 07 Aprile 2017

Spetta al Sud la maglia nera per la corruzione nella sanità, dove gli episodi superano il 37% dei casi. E in particolare la Puglia, insieme alla Calabria, è la regione in cui le aziende sanitarie hanno adottato un piano anti-corruzione tra i meno adeguati in Italia. Acquisti e forniture, liste d’attesa e assunzioni del personale sono gli ambiti più a rischio. A rivelarlo è un’indagine condotta dal Censis, secondo la quale circa il 6% delle spese del Servizio sanitario nazionale sia riconducibile a sprechi e corruzione. “Ogni anno in sanità tra i 4 e i 9 miliardi sono sprechi nei processi di acquisto altamente ingiustificati” dichiara Francesco Macchia, presidente Ispe. Ma qualcosa pare si stia muovendo. Secondo i risultati dell’indagine, presentati alla Seconda Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità, il 96,3% delle aziende sanitarie ha già reso disponibili dei sistemi di raccolta delle segnalazioni di corruzione. L’impegno è a fare sempre di più, visto che, come ha evidenziato lo stesso Macchia, “la corruzione sottrae cure direttamente al malato”.

Giovanni Chiarappa

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