L’ex istituto nautico Caracciolo di Bari pronto a prendere nuova vita

Entro il 2020 lo storico edificio si trasformerà nella residenza di studenti universitari fuori sede, grazie a interventi finanziati dal Miur

mercoledì 05 Aprile 2017

Lo storico edificio un tempo sede dell’istituto nautico Caracciolo di Bari, sito tra via Abate Gimma e via Trevisani, avrà ben presto una nuova vita in quanto è stato scelto per diventare nuovo alloggio degli studenti universitari fuori sede. Il piano per la trasformazione dell’edificio è arrivato agli sgoccioli: entro il prossimo nove maggio il progetto esecutivo deve essere concluso e presentato al Ministero dell’Istruzione, che darà poi il via libera per la gestione del finanziamento di 3 milioni e 300mila euro necessari per far partire i lavori. Il tutto dietro la supervisione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari. “Siamo in fase di progettazione definitiva: entro maggio chiuderemo l'esecutivo, in modo da partecipare a un bando ministeriale per ottenere il cofinanziamento” ha spiegato Saverio Moretti, responsabile comunicazione Adisu, Agenzia regionale per il diritto allo studio che gestisce borse di studio e alloggi universitari. L’immobile è stato ottenuto in comodato gratuito trentennale dalla società di cartolarizzazione Puglia Valore Immobiliare. L’inizio dei lavori, che dipende dalla graduatoria del Miur, dovrebbe probabilmente partire nel 2018, per chiudersi in due anni, entro il 2020. Alla fine dei due anni l'ex istituto nautico sarà a tutti gli effetti un alloggio per 83 studenti universitari, con  stanze, sale conferenze, lavanderie, stirerie, palestre, spazi ludici, depositi, spogliatoi, due ascensori, un locale per consumare i pasti e uno per ascoltare la musica. Tutto questo senza intaccare la struttura storica dell’edificio, che verrà anzi valorizzata. “Lo stabile è costruito come se fosse una nave e così rimarrà.Il restyling e l'adeguamento dell’edificio alle norme antisismiche non cancelleranno il prestigio storico e artistico delle mattonelle: abbiamo ipotizzato la divisione delle stanze per conservare i disegni dei pavimenti; e la stessa operazione verrà fatta per le ringhiere delle importanti scalinate. Quando riaprirà l'ex nautico diventerà un simbolo della rinascita” - ha spiegato l’ingegnere Antonello Vernole, a capo del gruppo di progettisti che ha vinto l’incarico dall’Adisu di creare la seconda vita dell’edificio. Cosa molto apprezzata dall’Agenzia, che afferma per voce di Alessandro Cataldo: “aumentare l’offerta dei posti letto attraverso la rivalutazione di un pezzo di storia della città è il modo migliore per coniugare tradizione e crescita culturale”.

Micaela Cavestro

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