Cus Bari, il presidente Seccia lancia un appello alle autorità portuali

Lo stop imposto dalla Capitaneria porta disagi allo svolgimento delle attività di circa 150 ragazzi

mercoledì 15 Marzo 2017

“Giovedì scorso la Capitaneria di porto ha emesso una diffida nei confronti del Cus a fare attività nautica nell’ambito del bacino portuale. Noi abbiamo immediatamente evitato di fare attività, il che ci crea grossi problemi. Per questo ci auguriamo che, insieme alla Capitaneria, sia possibile individuare un’area all’interno del porto da destinare alla prosecuzione della nostra attività sportiva, senza creare problemi al traffico portuale”. Con queste parole, rilasciate al quotidiano Epolis Bari, il presidente del Consiglio del Centro Universitario Sportivo Bari, Giuseppe Seccia, lancia un appello rivolto alle autorità competenti. L’intento è di trovare un comune accordo riguardo il recente provvedimento del gip di Bari, Roberto Oliveri del Castillo, che solo una settimana fa ha ordinato nuove indagini sulla sicurezza dell’area portuale nel procedimento sulla morte di Nicola Mangialardi, il canoista modugnese annegato il 9 marzo 2015 durante un allenamento. Se le indagini della magistratura faranno il loro corso, per il Cus lo stop della Capitaneria significa tenere a terra sia i 120 ragazzi che praticano canoa e canottaggio come attività di avviamento allo sport, sia i 30 atleti delle squadre agonistiche. Da qui l’auspicio del presidente Seccia di poter individuare in quelle acque un’area da destinare allo sport.

 

Maurizio Citino

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