“In The Park”: è uscita l’opera prima del noto jazzista pugliese Marco Boccia per l’etichetta romana AlfaMusic

Contrabbasso, piano e batteria in una personale, consapevole, onesta dichiarazione di sé

giovedì 16 Febbraio 2017

Il noto ed apprezzato contrabbassista jazz Marco Boccia ha presentato lo scorso 10 febbraio il suo lavoro d'esordio, per l’etichetta romana Alfa Music. Un lavoro che arriva dopo anni di cammino lungo più di 30 anni al fianco di pregiati musicisti e numerosi progetti. “Anni vissuti con rara umiltà, curiosità e grande sensibilità a servizio della musica” - dice di lui Kekko Fornarelli che continua: “la finestra al primo tiepido sole primaverile, dopo un lungo, freddo, monotono inverno, provando una sensazione di leggerezza, rinnovata bellezza e positiva speranza. Questa l’immagine suscitata in Fornarelli dall’ascolto di “In The Park”, di cui ha curato le note in copertina. Un nuovo ed originale progetto discografico, una personale, consapevole, onesta dichiarazione di sé al mondo, già presentato domenica scorsa presso Storie del Vecchio Sud, a Bari nell’ambito della rassegna di concerti “Storie della Domenica”. Il disco vede la collaborazione, al fianco di Marco Boccia, di altri due musicisti pugliesi di rilievo nazionale, Marino Cordasco, al piano, e Gianlivio Liberti alla batteria, proponendo un trio all’insegna di un jazz metropolitano, connotato da groove solidi, temi cantabili, dove nulla è lasciato al caso. Poco meno di un’ora per gli otto brani contenuti all’interno di “In The Park”, in un fluire di note che lasciano trasparire una scrittura memore di tutte le esperienze artistiche vissute da Boccia in oltre trent’anni di attività. Ampio spazio lasciato all’improvvisazione da parte di ciascuno dei tre musicisti, con l’obiettivo di riuscire a comunicare quanto di onirico e romantico vi sia nelle composizioni del contrabbassista pugliese. Marco Boccia, diplomato in contrabbasso presso il conservatorio “N. Piccinni” di Bari ha fatto vibrare le corde del suo fedele strumento in diversi ambiti musicali passando dal rock e blues, negli anni ’80, alla musica da camera successivamente, per poi suonare in orchestre nazionali al fianco di Muti, Ughi, Urbini. Ha approfondito i suoi studi al CPM di Siena, con importanti esponenti del jazz italiano, quali Paolino Dalla Porta, Furio di Castri, Pietro Leveratto. Nel corso degli anni ha consolidato una presenza trasversale nel campo artistico al servizio del teatro, componendo ed eseguendo dal vivo, insieme a Vito Liturri, le musiche di scena della “Compagnia Teatro Prisma” di cui è cofondatore con l’autore e regista Giovanni Gentile, presente anche al Fringe festival di Roma del 2016. Parallelamente a collaborazioni con gruppi e musicisti locali, che l’hanno portato alla realizzazione di vari dischi prima di questo esordio discografico a suo nome, svolge attività didattica concretizzatasi anche attraverso la scrittura e pubblicazione di alcuni testi teorici. Da pochi giorni la notizia il suo ultimo lavoro, “Il Basso. Permutazioni e Progressioni”, per la Florestano Edizioni. A credere nel progetto di questo nuovo piano trio (jazz) “In the park” (di marco Boccia) è stata AlfaMusic, realtà discografica attiva a livello nazionale ed internazionale, con sede a Roma dove, oltre a produrre musica di qualità come etichetta, possiede un proprio centro di produzione. Fondata nel 1990 da Fabrizio Salvatore ed Alessandro Guardia, è una delle realtà maggiormente riconosciute nella scena musicale italiana, in virtù del costante investimento in progetti artistici che spaziano dal jazz alla musica classica fino alla musica popolare. “In The Park” è un titolo evocativo, che si pone l’obiettivo di suscitare da subito un’idea di evasione, un contatto con la natura che possa divenire immaginaria scenografia per una sonorità del tutto positiva. “Ho voluto che la musica fluisce nel modo più semplice possibile, poiché vorrei che l’ascolto del mio disco possa rappresentare un momento di quiete”, con queste parole Boccia alimenta la curiosità nei confronti di un progetto musicale che, come ha sottolineato l’autore, pone al centro dell’attenzione il bisogno più profondo di ogni ascoltatore. Quel bisogno insito in ogni uomo, il desiderio di un’evasione dalla frenesia quotidiana che solo la musica può concedere.

Paola Pagone

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