bipL’Italia, mozione contro le disparità nelle cure tra nord e sud per i tumori al seno

Il parlamentare barese, Luigi d’Ambrosio Lettieri, primo firmatario

mercoledì 15 Febbraio 2017

Approvazione all’unanimità di una mozione bipartisan, a prima firma La del parlamentare,barese, Luigi d’Ambrosio Lettieri, primo firmatario. mozione ha  l’obiettivo di essere concretamente a fianco di tutte le donne nella battaglia contro il tumore al seno attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce, ma anche cure e assistenza adeguate Infatti risulta che, il numero di breast unit attualmente operative su tutto il territorio italiano è inferiore rispetto al numero di Centri attivabili secondo i requisiti previsti dalle direttive europee. Non tutte le Regioni le hanno attivate e vi sono disparità, soprattutto tra Nord e Sud. Come si evince dai dati diffusi dalla Lega Italiana della Lotta contro i Tumori (LILT), il tumore alla mammella, aumentato del 30% tra le giovani donne fino a 50 anni di età, rappresenta il big killer delle donne. L’aumento dell’incidenza del tumore al seno, nell’ultimo quinquennio, è stata pari al 15% e, secondo una stima, nel 2016 i casi di cancro alla mammella saranno oltre 50mila; di questi oltre 5mila si potranno registrare nelle regioni meridionali, quali Puglia e Basilicata. Gli investimenti economici che dovrebbero essere messi in conto per ampliare la fascia di età delle persone coinvolte nello screening gratuito garantito dal Servizio Sanitario Nazionale sarebbero assolutamente inferiori alle risorse che la malattia neoplastica richiederebbe in termini di assistenza e cura dei pazienti. La mozione firmata da oltre venti senatori di maggioranza e minoranza, impegna il Governo a porre in essere ogni iniziativa idonea a far sì che, entro il 2017, siano attivati tutti i centri di senologia nelle diverse Regioni italiane e nelle Province Autonome, nel rispetto delle linee guida indicate dal Documento di indirizzo nazionale per la definizione di specifiche modalità organizzative ed assistenziali della rete dei centri di senologia; a promuovere le iniziative più opportune al fine di includere nel programma di screening previsto dal Sistema Sanitario Nazionale anche le donne con un’età a partire da 25 anni (cui garantire visite specialistiche ed ecografie) e le donne con un’età a partire da 40 anni (cui garantire anche la mammografia); a porre in essere ogni altra iniziativa utile a potenziare le attività di prevenzione e diagnosi precoce del cancro alla mammella prevedendo anche adeguate campagne di informazione nazionali; a promuovere una campagna di prevenzione e di formazione sull’autopalpazione all’interno delle scuole secondarie di II grado.

Adriana Ranieri

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