Scuola, la riforma Renzi assegna ai docenti pugliesi nuove cattedre al Nord

Oltre 400 ricorsi contro il Ministero dell’istruzione per denunciare la scorretta assegnazione delle sedi

mercoledì 01 Febbraio 2017

Partire e lasciare famiglia, o restare coi figli ma senza lavorare. Questa la riforma della Buona scuola che colpisce gli insegnanti pugliesi, le cui cattedre sono state assegnate al Nord.  Nella partita della riforma Renzi ci sono infatti 3200 docenti, fra neoassunti e con esperienza riuniti dal 2015 nel coordinamento dei Nastri rossi, che sono stati costretti a  chiedere ricorso al Tar contro il MInistero dell’istruzione, il quale ha effettuato degli errori nel funzionamento dell’algoritmo che ha deciso le sedi. Infatti solo due terzi in Puglia ci sono entrati, grazie alle assegnazioni provvisorie decise anno per anno dai Provveditorati provinciali; gli altri sono invece rimasti fuori. “Sono almeno 400 i provvedimenti dei giudici di tutta Italia che hanno già dato ragione agli insegnanti, rimandati a casa con effetto immediato” risulta dal calcolo del segretario regionale della Cisl scuola, Roberto Calienno.

Redazione Controradio

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